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zamparzigogola
Dal punto di vista di ariela: io, Israele, il m.o., il mondo
6 febbraio 2010
Windows 7 e compagnia bella

                                         

Ci sono periodi che sarebbe preferibile trascorrerli dormendo.

Che cosa mi succede? Et voilà:

Lapalisse ha un'attacco di "Rimbocchiamoci le maniche

e organizziamo meglio la moglie, tecnologicamente parlando.

Detto e fatto – nuovo pc acquistato,naturalmente senza

consultarmi, per cui è nero. Ora, a me i pc neri non piacciono,

preferisco quelli di un colore più allegro, quindi discussione

"Perchè non mi consulti prima, ecc. ecc. "E' un pc ottimo,

l'importanza è la qualità, la comodità,non il colore...puah"

(tono sprezzante di Lapalisse che vorrebbe dire – ma dove

l'ho trovata 'sta scema). Preso dalla foga aiuta-moglie,

ha installato Windows 7 ed  ha iniziato a trasferire i miei files.

Conoscete Windows 7? Conoscete me? No? Be'chiedete a Giano

che è il testimone di quanti pasticci abbia combinato quando

ho aperto il blog, diciamo che sono un po' dura di comprendonio

per quanto riguarda queste tecnologie... Comunque prima che

Lapalisse abbia terminato di trasferirmi i files, tracchete:

l'hard disk del vecchio pc è passato a tempi migliori e con lui

alcune cose a cui tenevo. Pazienza.

Come se non bastasse, per mezzo di una carissima persona

che a suo tempo mi aveva aiutato ad aprire il sito della

Fondazione, stiamo cercando di trasferire il domain

dall'Italia a Israele, per il momento non inseriamo materiali

perchè vorremmo attuarecerti cambiamenti, ma...ci vuole tempo.

Insomma, se non mi leggerete molto nel prossimo futuro, credetemi,

è per il vostro bene, perchè smoccolerò a tutto vapore.

P.S. ...imparerò ad annullare gli spazi tra le righe...sigh...

 




permalink | inviato da ariela il 6/2/2010 alle 8:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
31 gennaio 2010
Quando la pioggia è benedetta
 

Quest'inverno piove abbastanza, nel wadi (valle) sotto il mio kibbuz


l'acqua scorre veloce verso il Kinnereth (Lago di Tiberiade),
 
ma c'è anche acqua che si accontenta di formare enormi pozzanghere 

con grande gioia di Lianne che si diverte a gettarci dentro pietre che fanno plufff 
mentre nonno Lapalisse fotografa chissà che cosa

Cammina…..................
 
e cammina…..............................
 
finchè la pancina incomincia a brontolare, ci vuole una bella banana 

anche un arancio non è di troppo

infine una bella risata 

un bacio a papà 

e via sulle sue spalle per il ritorno.




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20 gennaio 2010
Adesso tutti ci vogliono bene.

La delegazione dell'esercito israeliano che continua prodigarsi senza risparmiare energie per salvare vite umane ad Haiti, concretizza con i suoi valorosi atti la tragedia israeliana: tra uno o due mesi nessuno ricorderà la solidarietà spontanea dei soldati e delle soldatesse israeliani, il loro velocissimo intervento all'altro capo del mondo. Le stesse nazioni e gli stessi capi di governo che oggi acclamano al miracolo vedendoli all'opera, ordineranno ai propri rappresentanti all'ONU di votare contro Israele, accuseranno le sue azioni di difesa come sproporzionate. Israele che in questi giorni salva bambini haitiani dalla morte, tornerà ad essere per il mondo il bambino cattivo. Brutti giorni questi per Haiti, giorni di orgoglio per Israele. Di nuovo siamo noi nel nostro lato migliore, di nuovo siamo noi che non serbiamo rancori (trad. letterale "che non presentiamo il conto"), noi che riportiamo indietro gente già arrivata alle porte dell'inferno e le rendiamo la vita. Questa è l'Israele che di solito definiamo "la bella Israele", ed è appropriato citare in queste circostanze Zeev Jabotinsky (il padre spirituale della destra israeliana) che in una lettera alla battaglione ebraico ha consigliato ai soldati di guardarsi allo specchio, mettersi sull'attenti e salutare militarmente dicendo: "Questo è il tuo dovere".

In questi momenti possiamo dire senza sentire il bisogno di giustificarci: onore al nostro popolo! Le nostre spalle sono arrossate dalle molte pacche ricevute da presidenti, capi di governo e soprattutto dagli haitiani che non sanno neanche dove sia Israele ed ogni pacca è una medaglia al valore.

Tra non molto la delegazionee dei soldati israeliani tornerà a casa. Negli album appariranno le foto ricordo di un'altra missione umanitaria, e noi, noi torneremo a lottare contro il mondo che non ama guardarci nelle nostre ore più belle.

Peccato.
 
Eitan Haber, quotidianoYedioth Aharonot, 20/1/2010 (Tradotto letteralmente)

 

Nota mia: per chi non lo sapesse Israele ha inviato immediatamente ad Haiti una spedizione di 220 militari comprendente medici specializzati, infermieri, tecnici di sale operatorie, materiale, un ospedale della capacità di 50 letti, ambulatorio, sale operatorie, ecc. La spedizione comprende uomini e donne e in più del corpo medico, comprende un'unità di soldati specializzati nell'estrarre persone dalle macerie.


 http://www.youtube.com/watch?v=VjlKMncSGkE



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9 gennaio 2010
Nuova sfida in M.O.
La sfida culinaria tra il Libano ed Israele si acuisce sempre più: con l'annuncio dell'assegnazione del primato Guinness per il più grande humus del mondo ad Israele, specificamente al ristorante di Abu Gosh, gli chef libanesi hanno reagito con un tuonante "Non sia mai!!!" ed hanno iniziato, seduta stante, a programmare il sorpasso.

Il record del più grande humus del mondo, fino a ieri, era detenuto dal Libano per un humus del peso di un po' più di due kilogrammi, ieri il primato è passato in mano al nemico israeliano per un humus del peso di un po' più di quattro kilogrammi. Alle minacce libanesi il padrone del Abu Gosh restaurant, situato nel villaggio arabo-israeliano di Abu Gosh ha ribattuto sorridente "Non avremo problemi a fare un humus di dieci kilogrammi…e non abbiamo problemi a preparare insieme agli chef libanesi un humus che batta tutti gli altri paesi e sia l'inizio di un'allegra collaborazione pacifica".
Inshallah, aggiungo io.






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2 gennaio 2010
Tiremm innanz
 Ed eccoci qui, un saltino, hop, e siamo nel 2010! 

                                      
       

Anche quest'anno abbiamo festeggiato il Capodanno in un altro kibbutz dove vivono amici italiani di vecchissima data. La novità è stata che sono arrivati a festeggiare con noi alcuni amici milanesi e con loro salumi vari. Tante risate, l'immancabile tombola, Lapalisse ha vinto un sacco di premi, io, come al solito, neanche uno. Tutto normale, come nel 2009, 2008 e via di seguito. Si dice che chi perde al gioco vince in amore, chissà che cosa si vince alla mia età, un bel vecchietto? Sulla strada del ritorno, passando davanti al villaggio arabo più vicino al mio kibbutz, abbiamo notato che quest'anno non ci sono le decorazioni natalizie illuminate. Jish è un villaggio di arabi cristiani maroniti, ma da sempre ci hanno abitato anche alcune famiglie mussulmane. I mussulmani fanno un sacco di figli, adesso la percentuale dei mussulmani è arrivata quasi al 50%, siccome gli ornamenti natalizi urtano la loro sensibilità, i cristiani hanno rinunciato ad ornare il villaggio in onore di Natale. Ma dico, e i moezzin che sbraitano quattro volte al giorno dentro ai potenti amplificatori che hanno piazzato sui minareti non urtano la sensibilità dei cristiani, e per di più, i timpani di tutti? Per noi passare davanti a quel villaggio nel periodo natalizio era un po' come ritornare bambini incantati e stupiti di fronte alle immagini illuminate.
L'anno si annuncia senza grandi cambiamenti, da parte dei palestinesi quattro Qassam un Grad, qualche autista preso a pietrate, un rabbino, padre di sette figli, ammazzato mentre tornava dal lavoro e diversi tentativi d'introdurre materiali per attentati in Israele. La risposta degli israeliani il solito raid aereo che ha colpito soprattutto un tunnel, ma non solo, e in più diversi palestinesi ammazzati, una parte perché colpevole di aver ammazzato il rabbino e vabbe', l'altra parte (quattro e quattro)perché si sono avvicinati armati alla linea di divisione tra la striscia ed Israele con l'intenzione di fare un attentato(e a me questa non convince).
Mia suocera ha felicemente sorpassato la soglia dei 99 anni, pimpante, arzilla e rompiscatole. Oggi tutta la tribù si è riunita per festeggiarla in un bellissimo ristorante, se mia madre l'avesse vista pranzare avrebbe detto "Che Santa Lucia le conservi la vista che l'appetito non le manca". 
Allora, via per un altro giro di ruota e buona fortuna a noi tutti.




permalink | inviato da ariela il 2/1/2010 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
20 dicembre 2009
Auguri
                      
 

A voi tutti cari frequentatori del mio blog, Buon Natale e per l'Anno Nuovo…sforziamoci insieme di farlo migliore, per noi e per il mondo intero. Amen




permalink | inviato da ariela il 20/12/2009 alle 17:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
11 dicembre 2009
Brevi cronache di assurdità/idiozia
 

Stamattina è successo un fatto che avrà gravi ripercussioni: la moschea del villaggio Yassouf che si trova nei territori occupati in Cisgiordania, vicino alla cittadina di Salfit, è stato incendiata, la biblioteca contenente i testi sacri all'Islam bruciati. Sui muri esterni è stato scritto "Vi bruceremo tutti" " Tag mechir" che vorrebbe dire prezzo, pagare il prezzo…in questo caso per l'arresto della costruzione nei territori occupati (che come avevo previsto è un israbluff con tutte le regole). Il deputato arabo Ahmed Tibi ha dichiarato che la responsabilità è di Ehud Barak e di Bibi Nathanyahu. Concordo completamente con lui. Mi accorgo di attraversare un periodo di trasformazione, sto diventando estremista, non scherzo e non esagero.

Mi fermo qui.

 

Nathanyahu che non è un politico, non è un idealista, non è neanche un uomo integro, ma un semplice furbastro non troppo intelligente, porterà Israele alla rovina. Se continuiamo così, non dovremo attendere molto.

                   

                                        Il popolo ebraico

L'ebreo errante - chi non ha sentito o letto questa definizione? Ebbene, è giustissima. La prova? In Israele i prezzi delle case sono molto elevati, tra l'altro, anche a causa degli ebrei europei, francesi specialmente, che con l'aumentare dell'antisemitismo in Francia ed in Europa, comprano un appartamento in Israele…non si sa mai. Gli ebrei israeliani, invece, prevedendo la necessità di levare le tende per salvare la pelle (vedi previsioni Nathanyahu) comprano appartamenti all'estero, un po' dappertutto, ma visti i prezzi, comprano moltissimo in Romania ed in Bulgaria dove le case sono meno care…non si sa mai. E poi c'è chi scrive libri per dimostrare che non siamo un popolo, più popolo di così!

 

"Bisogna rispettare chi arriva ma bisogna anche rispettare chi accoglie"

Nicolas Sarcozy sulla questione dei minareti in Svizzera.  Mi pare giusto, no?

 




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4 dicembre 2009
Vola seguita dal mio pensiero
                                                  

Oggi, 4 dicembre 2009, compie 25 anni, è la mia prima nipote e come non si scorda il primo amore, così lei occupa nel mio cuore un posticino molto speciale.

Spiega le tue ali dorate e vola, bambina mia, e come dice la canzone (qui tradotta dall'ebraico) " …vola passerotto, fendi il cielo, fendilo in tutte le direzioni,  ma non dimenticare, anche l'aquila è nel cielo…".

Però…ripensandoci: non volare troppo lontano dalla nonna.

Buon Compleanno, Happy Birthday, Iom Huledet Samech. 

                  




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30 novembre 2009
"Panem et circenses: tutto è follia nel mondo?"
                                                 

Forse non tutti s'interessano di lirica, ma quasi tutti noi siamo coinvolti, volenti o nolenti, nei comportamenti sociali dei nostri entourages. Pubblico volentieri quest'articolo di Amfortas e consiglio di visitare il sito di Operaclick non fosse altro che per curiosare da dietro le quinte in un mondo incantato ma molto umano.

Nelle ultime settimane si sono verificati due fatti, nell’ambiente operistico, che a nostro parere meritano una riflessione non svagata, perché sono indicativi di un certo andazzo che almeno chi, come noi, si occupa di questi argomenti, non può accettare passivamente.
Inoltre, per certi aspetti, hanno risvolti che sono inquietanti dal punto di vista sociale.
Il mondo dell’opera è un microcosmo che racchiude pregi e difetti che si ritrovano poi, in scala maggiore, nella società. Non potrebbe essere diversamente.
Sul web sono molti i luoghi in cui si discute di musica lirica e spesso tra queste piazze virtuali c’è competizione, forse anche un po’ di acrimonia. Insomma, seppur si tratti di un ambiente numericamente di nicchia, i forumisti, i blogger, sono umani, con relativi pregi e difetti. Direi, più semplicemente, che sono appassionati nel senso migliore del termine.
Solo per rimanere in Italia OperaClick, Operadisc, Il Corriere della Grisi, la Lirica su Facebook (che tra l'altro è stato fondato da una cantante in piena carriera, Micaela Carosi, e quindi sensibile al problema Loggione e altri siti minori ancora (i blogger sono decine, per esempio) raccolgono giornalmente gli interventi di migliaia di persone, che rappresentano con peculiarità diverse le molteplici aspettative del variegato mondo dei melomani che, con la loro passione e i loro soldi, riempiono i teatri di tutto il mondo.
È quello che si chiama
citizen journalism, che desta l’attenzione (allarmata, perché nei nostri ambienti non circolano veline governative) anche dei media tradizionali. Venerdì scorso, riprendendo la discussione che è nata sul forum di OperaClick, ne ha parlato anche la nota trasmissione radiofonica “La Barcaccia”, animata da Michele Suozzo ed Enrico Stinchelli,  che affronteremo tra poco), il forum della rivista Musica, Operafree, La Voce del  quest’ultimo nostro affezionato lettore e attivo forumista.
Ora, veniamo al primo fatto.
Uno degli eventi operistici del 2009 è il debutto italiano (il soprano ha già affrontato la parte in Giappone, nei primi anni 90) nella Traviata di Giuseppe Verdi di Daniela Dessì (affiancata da Fabio Armiliato) al Teatro dell’Opera di Roma. Sul podio Gianluigi Gelmetti, regia di Franco Zeffirelli. I biglietti sono esauriti da mesi, c’è chi li ha comprati nel gennaio scorso.
Sul sito del Teatro di Roma, al momento in cui scriviamo queste righe, l’avvenimento è ancora pubblicizzato con un banner che punta sulla presenza della coppia di cantanti.
Peccato che, al contrario di quello che si vuol far credere e alla faccia di chi ha speso cifre notevoli per i biglietti, i due artisti si esibiranno in solo due delle nove recite previste e, soprattutto, non alla prima del 18 dicembre, come è
consolidata tradizione che faccia il primo cast. Una specie di regola non scritta, infranta solo da imprevisti dell’ultim’ora e cause di forza maggiore: un’improvvisa indisposizione di un cantante, ad esempio.
Da parecchio tempo circolavano dei
rumors che sostenevano che Zeffirelli non gradisse la presenza di Daniela Dessì, perché la fisicità del famoso soprano contrastava con la sua visione di una Violetta esangue ed emaciata. Il regista fiorentino, pochi mesi fa, aveva protestato per lo stesso motivo il tenore Fabio Armiliato, in una produzione di Pagliacci. In questo caso il problema era la figura slanciata del cantante, che infatti è stato sostituito dal collega, fisicamente più opimo, Stuart Neill.
Ora, se un regista non gradisce la presenza di un cantante in un suo spettacolo è liberissimo di acclararlo, ma prima che i biglietti siano messi in vendita, non dopo che sono esauriti e, non vorremmo dare un dispiacere a Zeffirelli, non certo per quella che si rivelerà, forse, la sua straordinaria regia, ma grazie alla presenza di Daniela Dessì per il cui debutto in quest’opera si era creata un’attesa pari a quella che rilevammo in occasione del debutto di Norma a Bologna, l’anno scorso: un delirio.
Abbiamo sollevato la questione sul forum del nostro sito e, molto gentilmente, Fabio Armiliato ha risposto cercando di non alimentare polemiche ma confermando senza timore di smentite o equivoci il fatto.
Bene, questo comportamento, in primis di Zeffirelli e poi di chi glielo consente, e ci riferiamo allo staff dirigenziale del Teatro dell’Opera di Roma tout court, è gravemente oltraggioso nei confronti di chi ha speso con mesi d’anticipo i soldi del biglietto, magari venendo da fuori Roma e quindi con l’aggravio di ulteriori spese di trasporto e di pernottamento, com’è il caso di moltissime persone di cui abbiamo diretta testimonianza.
Forse, tanto per restare fedeli allo spirito del lavoro verdiano, i dirigenti del Teatro dell’Opera di Roma pensano che i diritti degli spettatori siano in (s)vendita, come il corpo (emaciato, s’intende) di Violetta. È evidente che, al di là dei nomi procureranno loro qualche grattacapo imprevisto, il problema è il metodo, che resta assolutamente inaccettabile e fa intravvedere, tra l’altro, anche qualche sfumatura potenzialmente assai fastidiosa. Un regista d’opera non gradisce i cantanti di bassa statura? Li protesta. Troppo alti? Li protesta. Ebrei? Li protesta. Musulmani? Li protesta. Di colore? Li protesta. Gay? Li protesta. Sardi? Li protesta.
E così via.
Scherziamo?
Un artista, nell’opera lirica, deve essere valutato per come canta, caro Maestro Zeffirelli, tutto il resto deve venire dopo ed eventualmente. Lei non se ne può fregare del pubblico perché è proprio il pubblico che le ha dato fama e notorietà, è così solare! E lo ha fatto pagando per guardare i suoi film e i suoi spettacoli teatrali.
Aggiungiamo inoltre che questo comportamento espone, potenzialmente, gli artisti sostituti, o meglio dire alternativi al cast originario previsto, a contestazioni e coinvolti, e ci scusiamo con Daniela Dessì e Fabio Armiliato se queste righe procureranno loro qualche grattacapo imprevisto, il problema è il metodo, che resta assolutamente inaccettabile e fa intravvedere, tra l’altro, anche qualche sfumatura potenzialmente assai fastidiosa. Un regista d’opera non gradisce i cantanti di bassa statura? Li protesta. Troppo alti? Li protesta. Ebrei? Li protesta. Musulmani? Li protesta. Di colore? Li protesta. Gay? Li protesta. Sardi? Li protesta.
E così via.
Scherziamo?
Un artista, nell’opera lirica, deve essere valutato per come canta, caro Maestro Zeffirelli, tutto il resto deve venire dopo ed eventualmente. Lei non se ne può fregare del pubblico perché è proprio il pubblico che le ha dato fama e notorietà, è così solare! E lo ha fatto pagando per guardare i suoi film e i suoi spettacoli teatrali.
Aggiungiamo inoltre che questo comportamento espone, potenzialmente, gli artisti sostituti, o meglio dire alternativi al cast originario previsto, a contestazioni e
malumori assolutamente immeritati.
Allora, Maestro Zeffirelli, visto che “quest’opera pagata l’abbiamo”, noi protestiamo lei e chi non ha il coraggio di opporsi alle sue follie.

Poi c’è il caso, davvero emblematico, di Fidenza dove la nuova amministrazione comunale della città nell’intento di dismettere secondo lo slogan “Voltiamo pagina” enunciato in campagna elettorale tutto quello che l’amministrazione precedente aveva sostenuto, ha pensato bene di applicare questo intento anche alla musica lirica, senza porsi il problema di verificare se di voltar pagina c’era così bisogno o quanto meno cosa comporti la ventilata decisione di esaurire e liquidare le iniziative dedicate alla lirica cercando una collaborazione con il Festival Verdi.
A Fidenza, da 18 anni, il Gruppo di Promozione Musicale “Tullio Marchetti” produce con l’appoggio comunale, una
stagione operistica che porta in scena due titoli all’anno. Lo fa con costi contenutissimi ottenuti mettendo insieme un’orchestra e un coro formati sfruttando i vuoti di calendario di artisti dei teatri vicini, registi e cantanti di fama che scelgono il piccolo teatro per debuttare un titolo o partecipano sapendo che l’opera al Magnani attira pubblico anche da Parma, Piacenza, Reggio Emilia e selezionando giovani talenti che hanno modo di farsi un’importante esperienza professionale. E’ uno dei pochi esempi in Italia di Associazioni che non importano spettacoli di giro, ma che producono espressamente per il loro teatro.
Noi di Operaclick abbiamo avuto modo di seguire e recensire le ultime stagioni che hanno visto titoli importanti i cui risultati in termini di qualità sono stati riconosciuti da diverse testate specializzate, oltre alla nostra. Ricordiamo Macbeth e La Clemenza di Tito nella stagione 2005/2006, Otello e Carmen nella stagione 2006/2007, Falstaff e Turandot, nella stagione 2007/2008, Cavalleria Rusticana, Pagliacci e Traviata nella stagione 2008/2009. Seguiremo con particolare interesse l’Adriana
Lecouvreur che andrà in scena, purtroppo in un’unica rappresentazione, il prossimo 28 novembre, sperando che non sia l’ultimo prodotto di questa virtuosa gestione che invece di essere abbandonata dovrebbe, in questo momento di crisi di risorse, diventare un emblema.
Vogliamo anche ricordare il piccolo festival estivo di opera lirica e concerti “Flagstaff in Fidenza”, arrivato brillantemente alla terza edizione che rischia di essere anche l’ultima, a causa, ancora una volta, del mancato appoggio dell’amministrazione comunale.

La manifestazione, oltre all’irrinunciabile valenza culturale, porta anche un notevole indotto a tutta la zona: ristoranti, alberghi, bar, negozi ne traggono beneficio in una contingenza economica tragica, che tutti conosciamo.
Inoltre gli organizzatori cercano in tutti i modi di non pesare sul Comune, facendo leva sul volontariato e la passione per la musica lirica che è particolarmente viva in quelle terre.
Al momento sembra che questa realtà debba scomparire.
Ma, ci chiediamo per l’ennesima volta, è possibile che sempre e solo la cultura ci vada di mezzo quando ci sono spese da ridurre?
Possiamo sospettare, come cittadini, che essendo appunto, come detto all’inizio, l’opera lirica un argomento di nicchia, non sia un appetibile serbatoio elettorale e quindi sacrificabile senza troppi problemi?
E tutto questo a prescindere dal colore politico dell’amministrazione comunale in causa, perché di casi come questi l’Italia è piena da decenni, diremmo da quando è stata fondata la Repubblica: in caso di contingenza economica sfavorevole partono i tagli alla cultura.
Solo per fare un esempio chiarificatore, lo straordinario soprano Monserrat Caballé ritardò il suo debutto in Italia perché a Firenze si tagliarono i fondi per il Maggio Musicale. E stiamo parlando di quasi cinquant’anni fa! Possibile che non si capisca che se la Cultura ha dei costi economici precisi ed anche rilevanti, l’ignoranza e l’incultura ha costi sociali incalcolabili?
Insomma, senza addentrarci troppo in argomenti che non sono di nostra stretta competenza, chiediamo ai “colleghi” amministratori di altri siti o blog, se lo ritengono opportuno, di dare ulteriore visibilità alle nostre righe e di firmare questo appello, assieme a tutti gli altri appassionati che si sentono presi in giro da comportamenti sconsiderati come quelli consentiti a Zeffirelli dalla dirigenza del Teatro dell’Opera di Roma o da amministratori del bene pubblico poco lungimiranti.
Perché prima che melomani,
siamo tutti cittadini di questo Paese, e perché un’iniziativa che parte dal “basso” e circoscritta a due evidenti e concrete situazioni di gestione irresponsabile delle risorse di tutti, può essere forse più efficace se non per risolvere almeno per portare a conoscenza del maggior numero di persone i fatti.
Panem et circenses dicevano i romani. Ok, ma non se il panem scarseggia e i circenses sono solo quelli che divertono voi, potentati di turno ovunque siate.
Pur cercando di mantenere un minimo di understatement, pare doveroso, per rispetto dei nostri lettori e di tutti, alzare finalmente un po’ la voce.

Paolo Bullo




permalink | inviato da ariela il 30/11/2009 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
27 novembre 2009
Macchè grillo, è uno scarafaggio
 

Questa settimana avevo intenzione di scrivere un post che rispecchiasse quello che penso e quello che provo leggendo migliaia di parole scritte da italiani in italiano sui problemi israeliani. Sovente scrivo d'impulso commenti che poi non invio, mi arrabbio leggendo speculazioni logorroiche su temi delicati come Gilad Shalit ed i trattati con i palestinesi. Incomincio sinceramente a non sopportare più sia i politici israeliani laici che cinicamente pensano soltanto alla propria poltrona (contrariamente ai politici religiosi con cui sono in completo disaccordo ma che stimo per il loro idealismo), sia un certo genere di ebrei che non vivono in Israele e non ci hanno mai vissuto abbastanza per capire veramente la mentalità israeliana, quella mentalità che si acquisisce quando le tue radici si sono sviluppate nella profondità di questo suolo. Non hanno neanche mai vissuto abbastanza in Israele per accumulare l'esperienza e la sensibilità verso l'altro che si sviluppa sacrificando e soffrendo. Queste persone  non hanno dubbi e non conoscono le contraddizioni che ci lacerano l'anima, ma scrivono cazzate sicuri che provenendo da un ebreo saranno accettate come verità assolute. D'altra parte, mi vengono i rimorsi di coscienza pensando a loro in modo negativo perché mi dico che abbiamo ben pochi amici, allora ben vengano e tanto di cappello anche se scrivono cazzate perchè le loro intenzioni sono positive.

E mentre rifletto su tutte queste cose vagabondando tra i blog m'imbatto in questo brano di Beppe Grillo e citato criticamente dal padrone del blog in cui sono entrata. A me Beppe Grillo fa semplicemente ribrezzo come personaggio, non sapevo che il suo livore avesse anche impeti d'odio verso gli israeliani e gli ebrei, ma in questo momento non penso a lui, che per me conta un po' meno di zero, penso a tutti i milioni di suoi ammiratori e sinceramente mi cadono le braccia. 

Secondo voi,gli ebrei del terzo millennio sono poi così tanto differenti dalle SS?;  Gerusalemme rasa al suolo Israele la deve pagare e CARA, CARISSIMA, UNA VOLTA PER TUTTE. Nessuna pietà per gli israeliani; Aveva ragione Tacito: razza odiosa del genere umano, dal genere umano odiata; Israele è una succursale degli Stati Uniti in terra araba ed ha un obiettivo molto ambizioso del tipo da sola contro tutti, e fanno ridere tutti gli ebrei che ancora non se ne sono accorti e che si fanno lusingare e incitare  dall'unico nazista di origine afroamericana in circolazione: Condoleezza Rice (solo gli americani potevano creare un mostro simile); Fosse per me prenderei a cannonate Israele da mattina a sera e gli farei rimpiangere i metodi usati dallo zio Adolf; Stai a vedere che dopo 60 anni mi tocca dare ragione a Baffino; the shoah must go on...”.


                                                                                                          

 

P.S. Gerusalemme rasa al suolo??? Ma a parte fregare il fisco per tenersi stretti i suoi milioni, questo schifoso personaggio ha allucinazioni?




permalink | inviato da ariela il 27/11/2009 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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